Lasso, quel dì che per mia morte Amore
mi diè de' suoi corsieri in mano il freno
e mi viddi a Fortuna lieta in seno,
che amante ancor non fu tanto in favore,
non mi credetti mai che senza errore
dovesse un dì suo stato venir meno;
ma ben vegio or como ogni bel sereno
un nuvoletto adombra in poche d'ore.
Non altramente a l'aura se rivolve
sul giovene arborsel tenera fronde,
né inanti al vento vola arida polve
como costei a me si mostra e asconde,
che in un punto mi lega e puoi mi solve,
tal che arder credo in foco e giacio in l'onde.