Quel che un poeta o un pictor canta e finge,
l'uno a l'occhio interior, l'altro de fuori,
a questo tempo con più bei colori
Natura senza altra arte lo depinge.
La villanella lieta or si succinge
e zappa e ciba i lassi agricultori;
le ninfe a i prati van cogliendo fiori
e di vaga rossezza il sol le tinge.
Silla, secura dal suo patre Nisso,
si leva e canta, e Progne il Ponto varca;
Ecco per fonti chiama il suo Narcisso.
Ogni ucelletta al nido or torna carca
per la futura prole. Io vo in abisso
e per Stige passar spalmo la barca.