Sonora cetra, se a madonna dòle
che per il roder mio di te sia priva,
laudar me ne déi tu, che viva viva
giongevi al fin che spesso un servo suole.
Odi a diffesa mia queste parole:
bello sempr'è quel fin che infamia schiva;
oggi il tuo successore in corte ariva,
e però in su il favor morir si vòle.
La dice il ver, che le imagine io rodo,
ma te non rosi mai senz'arte e ingegno,
se ben de averti per sepulcro io godo;
ma di lasciarti lei facto il dissegno,
per onor de ambi dui trovai tal modo,
che instabil lei non pare, e tu non degno.