Cosa non è tanto secreta o rara sopra Natura, ancor che a umano ingegno difficil sia, quando da Amor s'impara. Sperando che ancor me debba far degno
senz'altra invocazion che del suo nome, ardirò porre in carte el mio dissegno; e benché sian di maggior spalle some scriver grazia e bellezza, un grande affecto
effecti spesso fa, che ignoto è il come. Exprimi, lingua ardita, quel concepto che a imaginarlo ancor fa lieto el core, ché dar non ti sapria el più bel subiecto!
Garìa per scherzo un dì Natura e Amore, qual di lor più potesse a un corpo umano dare atributi di magiore onore. Natura a l'opra sua pria pose mano,
e fra tutte le Idee da lei formate cercando andò qual per l'arena un grano, e a mille e a mille molte rivoltate, non ben satisfacendo al suo desio,
gli occhi alciò al cel fra l'anime bëate. Qui molti spirti, ognun cum acto pio, meritò figurarsi ne la mente, como Iove concesse, el summo idio;
e fabricato un corpo di presente, un'alma obtenne e sùbito el fe' vivo, ché il celo al bene oprar sempre consente. De ogni turpe e imperfecto factol privo,
la forma a' membri stabilì per modo, che a dirlo cum l'ingegno io non arivo: le chiome su il bel fronte, in ch'io mi annodo, d'ebano loro, e quel de avolio e lacte,
che a pensar como stan tutta via godo; gli occhi, che l'ambro in lustro non li abatte, el naso a filo cum la bocca, e i denti che parean perle in una stampa facte,
tutti a misura fece, e gli ornamenti a le guanze purpuree ancor concesse per farle nette da impudichi unguenti. Venne a la bianca gola e a le compresse
mamme sul pecto, e a l'una e l'altra spalla, che mostrò ben che era maestra in esse; terete braccie, e a ciascuna non falla una candida man sottile e longa,
non colorita e non pallida o gialla; e perché meglio el cingul vi si ponga duo rilevati fianchi a quella diede che ad una bella gamba ognun se agionga;
venne callando al parvoletto piede, e da questo imo al summo grande tanto che meglio fabricata non si vede. Puoi che l'ebbe revista in ogni canto,
parve a se stessa aver ben satisfacto e meritasse per tant'opra el vanto; e como il bel lavor si vidde facto, ritrovò Amor, e d'ogni lor contesa
si compromiser cum giurato pacto. Quel iudice, sì tosto che ebbe intesa la controversia lor, ne ebbe alegrezza e acceptò voluntier la grata impresa.
E comminciando a mirar la bellezza e non trovando a lei alcun parangone, che bellissima fusse ebbe certezza; puoi volto a Amor gli disse: — Or che se oppone
per te a costei? — Nulla —, rispose lui — ma intendi ancor da me la mia ragione. Essendo dolce altercazion fra nui, qual fusse apto a far più una donna grata,
dandoli quel che possiam dar fra dui, questa una gran bellezza ha fabricata; ma a la Natura questo è poco bello, ché esser può da uno om vincta o almanco equata:
un figulo o un sculptor cum el cospello, di luto o marmo, e un pictore ancora simili opre farà cum el pennello. Ma quando di mia man ben si lavora,
opra rïesce (e ne vedrai la prova) che non gli omini pur, ma i dei inamora. Fà mo' che costei parli o che si mova, pria ch'io li ponghi mano, e cum matura
mente giudica qual più di nui giova. — Indi partissi, e giù posta ogni cura, a l'opra sua si mise, e in un momento senza iudicio fu vincta Natura.
Sùbito in costei nacque un portamento di sua persona, un modo, un tal sembiante, che qual le stelle al cel, fu a lei ornamento: però che di lei stessa facta amante
di piacersi forciossi, e grazia e gesti vedesti in lei creati in uno instante. Un ligiadro girar de' lumi onesti, uno assettarsi a quel bel fronte i crini
cum movimenti e suoi parlar modesti, che se qua giù quei spiriti divini riguardan mai, non scio como a tal cosa ciascun più che a Ciprigna non se inclini.
Pudicizia si vede in lei sdegnosa e superba umiltà contra impudici; timore e ardir fan suo volto una rosa. El tacere e il parlar son tanti amici
in lei, che qual s'adopri tanto piace che fa gli astanti (odanla o non) felici; talor da un suo suspir nasce una face che accende i cori e nutre sì quel foco
che ognun che arde di quel vive cum pace. Se per suo recrëar fa qualche gioco, Aglaia e Pasitea cum la sorella son consultrici, e seco in ogni loco
sempre alcun motto arguto se favella; se alcun punisce che erri, o che essa falli, un venusto arosar la fa più bella. Se intorno a fonti o liquidi cristalli
a l'ombra siede, e Zefir lì se agira; e più grata è ancor puoi, se advien che balli. A un riso suo fugge ogni sdegno, ogni ira, e se aserena il cel; tal grazia infonde
per gli occhi al cor, che a gara ognun la mira. L'abito e le mainere corresponde, le mainere a la forma in modo tale, che ove costei si mostra, el sol s'asconde.
Or visto Amor che sol l'opra d'un strale facto avea tanto, in tanta gloria ascese che inanti a Iove fu in un batter d'ale, el qual, dopoi che 'l bel composto intese,
chiamò Mercurio, e in cel factola dea, al collegio de i dei la fe' palese. Tolse in tutto el livore a Citerea, la zelosia a Iunon, che del marito
per tanta grazia e forma assai temea. E avendo in questa ogni suo afar finito, Natura e Amore al iudice n'andoro che per nome chiamato è l'Apetito,
el qual, servato el suo grado e il decoro, diede sentenzia che bellezza è assai, ma grazia excede, qual l'argento l'oro. Natura irata terminò che mai
cosa non faria piu bella in supremo. O felice Signor, tu che questa hai! Di lei a pronunciare el nome tremo per reverenzia di sua excelsa fama;
pur el dirò, ch'io sum gionto a l'extremo: Lucrezia pudicissima si chiama.
Cookies on Poetry Cove