Tempo, fatiche, danni, obrobrii ed onte,
neglecto onor, pericul di me stesso,
il mio error mi rinfaccion tanto spesso
ch'io n'ho già scripta penitenzia in fronte.
Ma le pene al fallir seguon sì prompte,
che 'l potermi emendar non mi è concesso:
cusì ne vo di uno in altro interesso,
de i pesi mei sempre accrescendo el monte.
E cusì spesso va chi a prezio vende
sua libertà, che pria che a casa rieda,
debito resta, e il ricevuto spende.
Deh, in tanta merce ognun cauto proceda,
che chi a tempo non crede a chi l'intende,
tardo convien che vergognoso creda.