Non aspectar più, o mia cara e dilecta,
veder quel che di nui nacque mortale,
ché essendo al fin del suo corso fatale,
io alma fui da lui partir constretta.
In un Corregio tumulato aspecta
che tu gli mandi a dir l'ultimo vale;
ma se fu ardente il tuo como il suo strale,
d'esser tu il messo non farai disdetta.
Da l'extremo suspir portata fuora
non ero ancor, ma in fra le labbra e' denti,
quando el mi disse: — Odi, e non far dimora.
Va a dire a chi tu sciai che si contenti,
ché se ben sul mio fior convien ch'io mòra,
gli affecti nostri mai non seran spenti. —