Vorei mille occhi aver, lingue infinite,
l'audito e gli altri sensi a tutte prove,
per ben fruir queste delizie nove
e farle anco a gli absenti esser gradite.
Ma già tra questi e il cor sento una lite
e per sua parte ciascun dubii move,
ché al tribunal d'Amore e non altrove
convengon lor querele esser udite.
— Dogliomi — dice il cor. — Godo — la vista
risponde; e lui: — Tu godi d'una fera,
che se a l'audito agrada, e me più atrista. —
— Tacer non debbo io, lingua. — Anzi, sì altiera
fai questa tanto, che a seguir la pista
né io né cor che sia puoi non gli spera. —