S'io lego, scrivo, penso, parlo o ascolto,
s'io veggio, dormo, vado, o fermo el passo,
se 'l mio voler raffreno o pur trapasso,
ognor mi trovo più ne i lacci involto.
Un canto di serena, uno umil volto,
m'han transformato de uno om vivo in sasso,
che s'io mi levo a vol, ricaddo al basso,
tanto a me stesso del mio arbitrio ho tolto.
Como ben dimostrò questo appetito
d'essere infermo, quando e' fu sì ingordo
di quel che a sua salute oggi è sì amaro!
El cor, che al disferrar trovai ferito,
vòl ch'io chiami mercede a uno aspe sordo,
che fa che tardo a le mie spese imparo.