Cognobbi, alor che rimediar non valse,
arsa la carne e i panni e il foco spento,
como un longo sperar sen porta il vento
e d'Amor le promesse vane e false;
cognobbi quanto di me poco calse
e del mio suspirar, d'ogni tormento,
a Amor, che s'io non son di sua man spento,
ferimmi almen, ma il spirto prompto salse.
O che bel ricordar, doppo qualch'anni,
di sue fortune, a chi si trova in porto!
ché sempre è dolce il ben doppo gli affanni.
Ma non dié mai restar senza conforto
un che ben viva, ché de i mille inganni
l'un non ha effecto in questo viver corto.