Se mai per ninfa te adorai ne l'acque,
se mai te celebrai fenice sola
errai, colpa d'Amor che i cori invola,
che mi fe' vaneggiar mentre a lui piacque.
Ninfa non più, ma Parca, che già nacque
ne la stigie palude e inferna scola;
como solea tuo nome ormai non vola,
ché il cor non è più là dove già giacque.
Se pure unica sei, vipera, forsi,
che per toa ferità nascendo uccidi
chi t'avea generato, impia natura,
scio ben che i denti lasciarai ne i morsi
e piangerai ancor, benché tu ridi,
ché longamente un fior colto non dura.