Piangi te stesso, vulgo vile e ignaro,
che Morte non te adduce oggi in sua preda;
ma un bel morir non par che si conceda
a chi di viver ben fu sempre avaro.
Un proprio colpo ha in sé dolce e amaro,
e di laude e di biasmo è Morte ereda.
— Di laude? — mi dirai — non par ch'io el creda! —
Credil, ma sì bel don si fa di raro.
Questo spirto, el cui nome scripto in polve
era vivendo, or Morte sculpto ha in sasso
per dare a virtù el premio, a nui l'exempio.
L'anima, che da dubii ora se assolve,
si fa più bella e vede in quel suo passo
quanto il secul a' boni è crudo ed empio.