S'io pensai mai, signor, quel che me opponi,
o in parte alcuna macular mia fede,
fulmini Iove in me da l'alta sede
saette accese e suo' fulguri e tòni.
D'alcuno altro mio error non mi perdoni
Quel che i secreti di ciascun cor vede,
se mai per farti offesa io dricciai el piede
in quella parte ove nel dir mi sproni.
Error da scioco seria ben per certo
contra Cupido saettar di strale,
e con poco saper troppo ardir misto;
accusator suspecto sol non vale:
se altro credi di me, parlami aperto;
chi m'imputa de error, dica: — Io t'ho visto. —