Como a veder fra l'erbette novelle
a la stagione aprica, è segno, i fiori,
che la terra de l'aria se inamori
per parturir puoi mille cose belle;
simil nel scuro cel veder le stelle
fra nubi, indizio son di molti errori,
balenando poi a nui densi vapori,
grandine, tuoni, e invisibil quadrelle,
cusì la mia infelice e trista sorte
ti pose in man l'augurio e infausto dono
quel giorno, perché alfin fussi destrutto.
Non già ch'io tema aver da te la morte,
ma l'influxo da cui dannato sono,
bastaria a disgraziare un secul tutto.