Como chi senza fructo serve e spera,
che avendo speso mal sette e sette anni,
per racquistargli agionge danno a danni
e vòl con quelli ancor qualche anno pera;
credendossi esser pur quel che inanti era,
pargli che 'l suo iudicio non l'inganni,
né s'accorgendo del mutar di vanni,
tende insieme col sol verso la sera;
cusì del mio servir lasso mi trovo
e s'io non son senza speranza morto,
per più mio strazio Amor fa ch'io rinovo.
E benché del mio error io mi sia accorto,
chi m'ha in preda fa sì ch'io non mi movo,
anzi seguo fortuna e fugio el porto.