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1450–1508

252

Niccolò da Correggio

Se ancor dura il vigor di quei bei lumi col qual mia ninfa otenebrò già il sole, e se può usar le sue dolci parole, ardon con Iove in celo i sacri numi;

se quella man che viva arrestò i fiumi sol per toccarli, è ancor como esser suole, scio che Vener ne piange e a Iuno dòle, gelose di tal forma e bei costumi.

Ma l'esser lei più d'altra in cel formosa mitiga in parte le mie giuste doglie, ché opra di Iove non è a Iuno ascosa. Non sempre si ritien quel che si toglie:

chi scia se forsi di Pluto gelosa Proserpina ad Orfeo rese la moglie?

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252 · Niccolò da Correggio · Poetry Cove