Misero el dì che per mia morte nacqui
pien di mille miserie e mille errori,
le fasce ov'io fui avolto fun dolori,
pianto la culla dove prima giacqui;
ma puoi, quando, mercè d'Amor, rinacqui,
ch'io dovea goder gli anni mei migliori,
ecco una fredda neve occupò i fiori,
tanto a la terra, al celo, a Iove spiacqui.
L'età che aspectar tempo mi concesse
suspirando passai, per fin che Amore
fra quei languidi fiori un per me ellesse;
di lacrime die' a quel sì caldo umore,
che, fiorito, Iunone Argo gli messe
in guardia: ond'io son d'ogni speme fore.