Placidi aspecti di benigne stelle,
celesti, sacri, armonici concenti,
aër, foco, acqua, terra, alti elementi,
mobili e immobil spere ornate e belle
e il ben che il celo infonder suol per quelle,
sopra te, ninfa, caggia, e per te spenti
furie, tempeste, mar torbido e venti,
grandine, tuoni, nembi, atre procelle:
ché, avendomi oggi facto il più felice
che mai nascesse di terrestre parti
(che dir no 'l posso, né di dirlo lice),
altro cambio non ho, ch'io possa darti,
se non l'intima mia del cor radice,
vivo e morto disposto ognor più amarti.