L'acto legiadro, riverente e umano
qual fa che in vui chiara virtù si vede,
non disdegnata di servirmi al piede
con la vostra gentil candida mano,
parer m'ha facto ismemorato e insano
a non vi render debite mercede.
Or, ritornato in me, vi do la fede
che comandar non mi potresti in vano.
L'è ver che il premio non è al merto equale,
che a tanta umanità, chiaro confesso,
satisfar non si può d'opra mortale;
ma questo fra di vui sola interesso,
se l'offerta ch'io fo troppo non vale,
che più non vi può dar chi dà se stesso.