Invida turba, in tanto errore avezza
che la lauda de altrui te è al core un strale,
non che magior, ma non patisci equale
e sei del centro a l'ultima bassezza:
ogni virtù per te si biasma e sprezza,
per l'error tuo contraria al naturale,
che a quel che amar si deve, odio hai mortale:
el dente tuo ciascun trucida e spezza.
Trista, che non ti fidi in tua bona opra,
anzi ti fanno quelle d'altri guerra,
però tua lingua sì in detrar s'adopra;
tanto invido livore in te si serra,
che per star con tuo' vizii a virtù sopra,
mostrar voresti ognun lascivo in terra.