Ieronimo mio car, tu ti diparti
con le lacrime nostre, e tu non piangi,
e la corte e gli amici e un signor cangi
con tal che forsi ancor potria mancarti.
Và, che se andasti ben più in là che i Parti
o le longinque Tile o i liti gangi,
il cor che al pecto col partir mi frangi,
tal como il se ritrova intendo darti.
Ma se tu giongi al merito favore
che la graziosa tua bellezza vòle,
non ti domenticar lo antico amore;
non attender de ogni omo a le parole,
ché uno amante non ha sempre dolore
quando per far pietoso altri el si dòle.