Non pregate più Amor che mi percota
per fare al vostro il mio desio conforme,
ché a saettarmi il traditor non dorme
e la faretra ha già d'ogni stral vota.
Ma s'io non vengo a vui, la causa è nota
che volge il piè da le sue solite orme,
e questo è il iudicar nefando enorme
che fa di nui questa vil plebe ignota.
Ma tanta lite è già tra gli occhi e il core
che veder voglion quel che a lui dà pena,
che l'anima tra lor di viver teme.
E se non fusse che pur spesso Amore
dormendo (io non scio como) a vui la mena,
non staria più con questo corpo insieme.