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1450–1508

201

Niccolò da Correggio

Di nobil terra congregato un sasso, da far sassificar propria Medusa, ebbi io per sorte, e in lui tal grazia infusa che 'l cel non la suol dare al mondo basso.

Natura il tolse; ond'io, misero lasso, al gran dolor non ritrovando scusa, el nome dolce ove la lingua era usa posi a un mio caro ucel, d'ogni ocio spasso.

L'invida morte che avea perso il primo (ché, como io credo, il cel vivo il possiede), volse per sé il secondo, e cusì stimo: di lui mi dolsi, essendo al nome erede;

ma de l'altro il dolor qui non exprimo, ché ognun che ama se 'l pensa e lui se 'l vede.

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201 · Niccolò da Correggio · Poetry Cove