Doppio cor, doppio nome e doppio effetto
da vui mi nasce: prima de' begli occhi
mi nutre il lume chiar, ma mille stocchi
mi passan puoi più crudelmente il petto.
Se d'amore o timor pur son constretto
mirarvi in volto, par che alor mi tocchi
foco, che in acqua advien ch'io mi trabocchi:
cusì piangendo ho in vui pena e diletto.
La lingua che d'amor le forze snerba,
or dolce assenzio, ora uno amaro mèle
mi porge, in vista or placida or superba.
La bella mano, or pietosa or crudele,
talor mi strazia il cor, talor mi serba:
pur, qual vi siate, ognor son più fidele.