Dolce mio nido, ove già tanti affanni
soffersi sol per riposar nel fine,
da te mi parto, ché fra tue confine
altro non regna se non fraude e inganni.
Io le cognosco a' segni, al volto, a' panni,
ed ho provato più sue discipline;
ma dòlmi che una rosa fra le spine
lascio, che temo durerà pochi anni.
Tu, bon pastor, che l'età mia più verde
lieta godesti, del suo fiore in cima,
rimante: il mio partir ciascun l'intende.
Troppo gran persa fa chi il tempo perde;
e 'l stral tirato a te m'ha colto prima:
chi può in te più che te, per te m'offende.