Quanto un pictor con suoi color diversi
può darti, o uno iscultor col bel lavoro,
di l'opra che Natura a suo decoro
fe' alor che volse a lei stessa piacersi,
Signor, ti mando in questi pochi versi:
ha la tua bella ninfa il capo d'oro,
gli occhi d'avorio e d'ambra, e in mezo loro
un splendor che a mirarvi io non soffersi.
I labri son coralli e i denti perle,
sereno il fronte e le guanze due rose
che incarnate si fan solo a vederle;
la gola e il pecto e quelle che nascose,
per non dar morte a tanti, usa a tenerle,
son più de l'altre (déi pensar) formose.