Skip to content
1450–1508

167

Niccolò da Correggio

O fructi alpestri, che le fredde brine maturan, colti per le man di Amore, oggi accendesti in me tanto d'ardore che più non ha Vulcan ne le fucine.

Per vui surge la speme che era al fine, ché mi mostrasti, sotto un bel colore, como spesso un bel fructo e un vago fiore convien cavarsi di pongenti spine.

Però tempo, suspir, lacrime o affanni non mi puòn più doler, per quella spesi, che può in un giorno ristorar mill'anni; e se di vui a lei grazie non resi,

la lingua sola, e no il voler, si danni, ché altro che me, tacendo, io non offesi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
167 · Niccolò da Correggio · Poetry Cove