Tu vai, fratello, io resto, e Dio scia come
sta il cor, ché altro che lui nessuno il vede;
ma i suspiri e le lacrime fan fede
che merce includo in le mie grave some.
Senza mia colpa porto indegno nome,
e s'io mi vo' scusar, non mi si crede,
e ben veggio or como Fortuna siede
poco in un stato e quanto ha breve chiome.
L'è vero che pacienzia è un bono effecto,
ma da rea causa, como fa il stranuto,
procede, e l'om l'adopra al suo dispecto.
Però tu che 'l mio mal sciai, dammi aiuto,
e se rimedio è a dir ch'io sia in diffecto,
dillo, ché utile è spesso aver perduto.