Tacito e solo in questa amena valle,
ove il mio exilio già mi diè Cupido,
stommi, e del mondo e suoi inganni mi rido,
ch'io me l'ho posto già drieto a le spalle.
Non volo al lume più qual le farfalle,
ché di luce mortal più non mi fido,
ma il giorno errando vo, la sera al nido
torno, como gli armenti a le sue stalle.
Vivo di quel che la terra senza arte
produce a gli animali, e fongi e pesce
talor, como la industria mi comparte.
L'animo aquieti chi di me gli incresce,
ch'io godo, e i gran desii posto ho da parte,
perché de i mille l'un non ci rïesce.