Skip to content
1450–1508

156

Niccolò da Correggio

Furti, rapine, incesti, stupri e prede fe' Iove in terra, como volse Amore, talor doppiando di la nocte l'ore, quando farsi uno ucel per Ganimede.

Se Idio fece già questo, onde procede, vulgo ignorante, che tu imputi errore se uno om di carne, giovene e signore, per qualche effecto transformar si vede?

Magior dubio ci occorre (e pur si scioglie), perché Sibilla non risponda adesso, como solea, sul limite in le foglie, ma chiaro parli e il camin mostri expresso

d'Italia al vero re, l'arme e le spoglie: questo è che Idio victoria gli ha promesso.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
156 · Niccolò da Correggio · Poetry Cove