Volendo a' nostri dì Natura in parte
equarsi al cel con qualche opra perfecta,
pensò crearvi, e in sua mente concepta
qua vi produsse con mirabile arte.
Vedendo Amor, che ogni grazia comparte,
esser nata tra nui cosa sì ellecta,
con una aurata sua dolce saetta,
como a Venere, a vui diè un altro Marte.
Visto puoi Iove dal suo excelso trono
tante alte dote in un corpo mortale,
col consenso di dei vi fece un dono:
che mai nessuna più vi fusse equale
e a l'altre dee dil cel chiesto perdono,
no 'l sapendo ancor vui, vi fe' immortale.