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1450–1508

142

Niccolò da Correggio

Ecco l'estate: ora ita è primavera; gli ucelli ora han lasciato i dolci canti, i fior caduti, rose, gigli e acanti, né muge per amor più alcuna fera.

Questo è che de' suoi affecti ciascun spera fructo di prole, o ver se 'l vede inanti. Io che farò, che a mei nocturni pianti dì non vien mai, né a quei del giorno, sera?

Già il sol dissolto ha ogni agiacciato colle e placidi discorron tutti i fiumi: Amor col foco un cor non può far molle. E se in pianto ben par ch'el si consumi,

pietà non è, ma sol che in ira bolle che omo mortale in lui sperar prosumi.

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142 · Niccolò da Correggio · Poetry Cove