Di süave alimento, Amor, pascesti
pur l'alma, quando a te piacque aiutarla,
io non dirò di che, ché a nominarla
tale è che ancor licenzia non mi desti.
Fu questo alor che con süavi gesti
l'alma celeste, de chi il mondo parla,
viddi danzar, quando per aiutarla
mossi, e i mie' affecti a lei fur manifesti;
ché con un dolce sguardo a me si volse
e la candida man tutta mi diede,
che altro per me più non si vòl né volse.
Alor mi empiesti, Amor, tanto di fede,
che ogni dubio da l'animo si tolse
che ancor lei non impiesti di mercede.