Dove il cel col suo influxo me destini,
seguire, ad onta di Natura, io voglio,
e dil suo ficto arbitrio io mi dispoglio
che mi diè a fin che, lei insonte, io rüini.
Per questo la crudel vòl ch'io camini
e navichi per mar quando ha più orgoglio,
e se tra l'onde sta nascosto un scoglio,
l'impia noverca vòl ch'io l'indovini.
Cruda, che t'ho facto io? che a un draco, a un orso,
tu gli provedi d'arme, vesti e tane
e a i più vili animali hai dato il corso:
io inerme e nudo sono, iniqua; e il cane
ha il viver sol per l'odorato e il morso,
io appena col sudor m'acquisto il pane.