— Occhi, che per mirar già fusti lieti,
e vui, mie' sensi, ove ciascun se extende,
onde è che ognun di vui vinto si rende,
inanti il tempo, ai natural decreti?
— Deh, taci, o cor, che in questi faggi e abeti
de' nostri errori alcun non ci riprende,
e alor che un miser manco ode e intende
più la miseria sua, par ch'el s'acqueti.—
— L'è ver, ma a che fin farvi, occhi, vui, strada,
vui mani, orecchi e bocca aprir le porte,
perché in preda d'altrui ferito io vada? —
— A resistere alcun non era forte,
però asentimo, ed è giusto che un cada
per salvar moltitudine da morte. —