Sotto la croce che mi dà la sorte
caminato ho molt'anni, e ancor camino;
ma più ch'io credo al fin esser vicino,
trovo alor vie più faticose e torte.
Se per sgravarmi presto io vado forte,
col piè m'offendo a un qualche sasso o a un spino,
che sotto il peso fa che a terra inchino,
e per doglia convien ch'io chieda morte.
A questo fin va chi infelice nasce,
e chi nasce ancor ben, s'el non se avede
che poco cibo la natura pasce.
In questa schiera non posi io mai piede,
ché l'infortunio, da le prime fasce,
Fortuna invidïosa pur mi diede.