Non più saette, Amor, ché indarno scocchi
nel pecto di costei che a vil ti tiene;
non più lacci per me, ceppi o catene:
basta che la mia morte ha lei ne gli occhi.
Questi al mio cor son venenati stocchi,
e benché il manchi el sangue a le sue vene,
han sì dolce ferir, che un summo bene
si stima se un lor sguardo advien che 'l tocchi.
O dolci fructi, per me tanto acerbi,
quando fia che 'l giardin mi si disserri
per dar ristauro a i spirti afflicti e lassi?
E tu, ninfa crudele, a chi ti serbi
se tu fuggi da me? Ché quanto tu erri,
te 'l dicon gli animal, gli alberi e i sassi.