Mostro m'ha un sonno matutin poc'ora
un dolce error dal qual non scio distòrmi.
— Scrivel! — dice un pensier; un altro:— Dormi,
che in quel piacer tornarem forsi ancora.
Pur la ragion che fa breve dimora
con gli ocii pigri, a lei in tutto diformi,
vòl ch'io mi levi e te con versi informi
di quel che in somnio vidi, anti ch'io mora.
Ma la lingua tremante e in parte lieta
principio non scia dare a tanta impresa,
ché quel che voria dir, la man gliel vieta.
Pur se fra i sensi mei tanta contesa
Amor, che arbitrio ha in me, del tutto acqueta,
la mia dolce vision da te fia intesa.