Da gli occhi di costei più grazia piove
col pianto che gli irriga il dolce viso,
che a nessuna altra mai nel più bel riso,
tal che a pietà e dilecto ognun commove.
Vedi quel pecto che annellando move,
da un ruscelin di lacrime diviso?
Se di tal pianto è privo il paradiso,
io non scio como a nui no invidii Iove.
Rose incarnate e fior per tempo accolti
mostran le guanze, e un candido e vermiglio
che benché io el veggi, a dirlo io non mi vanto.
Guarda quei crin dal loro ordine tolti,
como accompagnano il bel fronte e il ciglio!
O sopra ogni altro ben felice pianto!