Quel foco che accendesti al tristo pecto,
per riscaldarlo forse, è vivo ancora,
ma egli arde e dentro tanto più divora
quanto più per coprirlo io el tengo stretto.
Gli occhi che bagnan di rugiada il tetto,
non lasciano le fiamme uscir di fuora,
e l'aura di suspir che il prato infiora,
fa sì ch'io ardo e in me non par diffecto.
Ma il cor, che scia in quanto pericol vive
dal dì che correr lasciò gli occhi a voi,
vergognoso il suo mal me dice spesso;
e Amor, che in fronte col suo stral mi scrive
la pena a che el mi danna, a tutti puoi
dimostra il stato mio, ma più a me stesso.