Cantai già versi a la mia ninfa e a Amore
e a Morte ancor, la qual tuttavia invoco;
cantai con voci alpestri in qualche loco
ove più che 'l civil piacea il pastore;
cantai comedie e riportàme onore,
ne le scene ludendo a exempio e a gioco:
adesso ogni mio canto adrizzo al foco,
però che ogni mio verso è pien di errore.
L'errore excuso, il darli al foco è ad arte:
s'io erro, l'alma è absente e io imperfecto;
con nui è il core e il corpo è in altra parte.
L'ardere i versi è con iudicio recto:
arde in me il foco; s'io ardo in lui le carte,
iusto è che l'opra gionghi col subiecto.