Vezzoso cagnolin, più che la vita
or da me amato e già invidiato tanto,
se brami, como mostri, un mesto canto,
un tuo conservo a lacrime te invita.
Puoi che madonna si è da nui partita,
sprezzando i preghi, i suspir nostri e il pianto,
como sua cosa cara stammi a canto,
ché ogni altra requie si è da me fugita.
Tu sei quello animal che importi fede,
ed io per fede son conducto a sorte
che, senza dirlo, il mio dolor si vede;
tu mi serai compagno, io a te consorte,
fin che col longo adimandar mercede
faremo, un dì, di nui piatosa Morte.