Skip to content
1475–1564

45

Michelangelo Buonarroti

Ben doverrieno al sospirar mie tanto esser secco oramai le fonti e ' fiumi, s'i' non gli rinfrescassi col mie pianto. Così talvolta i nostri etterni lumi,

l'un caldo e l'altro freddo ne ristora, acciò che 'l mondo più non si consumi. E similmente il cor che s'innamora, quand'el superchio ardor troppo l'accende,

l'umor degli occhi il tempra, che non mora. La morte e 'l duol, ch'i' bramo e cerco, rende un contento avenir, che non mi lassa morir; ché chi diletta non offende.

Onde la navicella mie non passa, com'io vorrei, a vederti a quella riva che 'l corpo per a tempo di qua lassa. Troppo dolor vuol pur ch'i' campi e viva,

qual più c'altri veloce andando vede, che dopo gli altri al fin del giorno arriva. Crudel pietate e spietata mercede me lasciò vivo, e te da me disciolse,

rompendo, e non mancando nostra fede e la memoria a me non sol non tolse,

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
45 · Michelangelo Buonarroti · Poetry Cove