Skip to content
1730–1808

SCENA II

Melchiorre Cesarotti

O Carrone, o Carron, perché mai veggio Rotar nel sangue le tue torbid'onde? Forse sulle tue rive Sonò il fragor della battaglia? forse

Il re di Morven dorme? Escine, o luna, Bianca figlia del cielo, Esci dalle tue nubi, e fa' ch'io scorga La luce del suo brando

Brillar nei campi della sua promessa. O tu piuttosto, Vapor di foco, Che per la notte

Rischiari l'ombre degli estinti padri, Vieni, vieni, Vapor di foco, E con l'errante

Vermiglia luce La via m'addita, ch'al mio ben conduce. Lassa, chi mi difende Dal dolor, dall'amore

Dell'odiato Idallano? E quando mai Potrò mirare il mio diletto eroe Volgersi in mezzo alle sue forti squadre, Lucido come raggio

Oriental, che splende Fuor del rosato grembo Di nube mattutina?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SCENA II · Melchiorre Cesarotti · Poetry Cove