Skip to content
1441–1494

II

Matteo Maria Boiardo

Veggio il mio error, pur il comun inganno Sieguo, e stimo il mio fallo assai minore, Ché errar con la più parte è manco errore Che sol salvarsi, in un publico danno.

Gli omini veggio, che ingannando vanno Lor stessi, in farsi tal'or tor l'onore Onde per far l'inganno ancor magiore Questo gioco ho composto e i' stesso il danno.

Perché altro non è lui, che sproni, anci ale, Che il tempo, tanto prezioso e caro, Via manda, come corda d'arco un strale. Ma poi che a traer quel non è riparo,

E il fuggir tedio è instincto naturale, Scusomi anch'io si da natura imparo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
II · Matteo Maria Boiardo · Poetry Cove