Qual fia il parlar che me secondi a l'ira
e corresponda al mio pianto infelice,
sì che fuor mostri quel che 'l cor mi dice,
poiché fori il dolore a forza il tira?
Pur vedo mo' che per altrui sospira
questa perfida falsa e traditrice;
pur mo' lo vedo né inganar me lice,
ché l'ochio mio dolente a forza il mira.
Hai donato ad altrui quel guardo fiso
che era sì mio ed io tanto di lui
che per star sieco son da me diviso?
Hai tu donato, perfida, ad altrui
le mie parole, e' mei cinni, il mio riso?
Oh, iustizia, dal ciel riguarda a noi!