Solea spesso pietà bagnarmi il viso
odendo racontar caso infelice
de alcuno amante, sì come se dice
di Piramo, Leandro e di Narciso.
Or sono in tutto da pietà diviso,
e porto invidia a lor beata vice,
ché, de lo amor scorgendo la radice,
vedo che il lor finir fu zoglia e riso.
Quel morì sotto il celso, e quello in mare,
quello a la fonte fu converso in fiore,
e Tisbe ed Ero e il suo desir fu sieco.
Qual duol al mio se puote assumigliare?
ché mi torei di vita esser già fore,
se pur sperasse morto averla meco.