Cossì pace mi renda il mondo e i Dei,
e il Cel che contro a torto me congiura,
come tu di mia vita cagion sei,
e quella peregrina creatura
che Natura mostrò per farci ingordi
al suo bel viso, e sì presto lo fura,
cum que' soi santi e angelici ricordi
che per tua voce a le orechie mi sona,
e vol che teco a viver me concordi.
Suo fo il mio core e sua la mia persona,
e sarà sempre, e a suo comandamento
vive Menalca e la morte abandona.
Posarmi qua cum teco io son contento,
né aver potrebi loco più iocondo
sinché fortuna muti miglior vento,
e il Cel se plachi e ponga in pace il mondo.