Or così fosse io, Melibeo, già morto,
che ben avanti a lei ne dovea gire;
ma vissi per sofrir tal dolo a torto.
Oh beato colui che può finire
sua vita prima che entri ne lo amaro,
ché nel viver megliore è bon morire.
Quando pòte il mio fine essermi caro,
oggi ha tre mesi, e come mal si mora
vivendo in doglia a mio gran costo imparo.
Ove è l'alma amorosa? ove dimora
quel gentil spirto? ove quel vivo guardo,
e il ragionar soave che me accora?
Mio dolce foco è morto ed io pur ardo,
io ardo lacrimando, e ben me aviene,
perché a seguirla omai troppo mi tardo.
Perito è cum quel viso ogni mio bene;
io detro a quel pensando me disfacio,
né pongo alcun rimedio a tante pene.
Ma il mio fero destin non sarà sacio,
e le stelle crudel, ché a suo mal grato
morendo mi trarò di tal impacio.
Dicetimi, pastori, in qualche lato
di questi monti loco alcuno o riva
di alpestro fiume o sasso derupato,
che là di sospirar se farà priva
questa anima infelice traboccando,
dipoi che il mondo ormai non vol ch'io viva.
Vedrò morta colei almanco, quando
non piace al Cel che in vita io la rivegia:
mia membra sparse a voi le ricomando.