O cielo! o stelle! o mio destin fatale!
o sole a' dui Germani insieme giunto,
che in ora infausta ed infelice punto
me solvisti da l'alvo maternale!
Lo arbitrio contra voi nulla mi vale,
che libro meco fu da Dio congiunto;
anzi son sì da voi sforzato e punto
che, vedendo il mio ben, seguo il mio male.
Ma chi altri ne incolpo io se non me stesso?
E del mio fatto a torto mi lamento,
ché io per me son ligato, e nacqui sciolto.
Io non dovea tornare sì spesso spesso
a riveder quel che il veder m'ha tolto:
tardi il cognosco e tardi me ne pento.