E' lieti soni e il bel dansar suave,
li abiti adorni e le legiadre gente
tanta tristeza danno a la mia mente
che ogn'altra noglia li foria men grave.
Crudeli Idii, fu ben che già che non ave
in odio e' canti e il suon tanto spiacente;
or parmi ogni alegreza un stral pungente
che in trista angoscia il cor dolente inchiave.
E son d'altrui zoir sì roto e lasso
ch'io porto invidia non che a li animali,
ma priego il Ciel che me converta in sasso.
Quai doli a le mie pene fieno equali?
ché io son in festa, e tengo il viso basso,
e porto odio a me stesso ne' mie' mali.